Viabilità trentina: strade sicure o forse no?

Quando parliamo di viabilità non parliamo solo di grandi opere ma anche di quelle esistenti e di incidenti, traffico, sicurezza stradale e danni materiali.
Apprendo dalle cronache locali e dai social che sabato scorso c’è stato un altro incidente lungo la 237 del Caffaro ai Tre Capitelli di Idro, fortunatamente senza feriti, ma con particolari danni alle cose. Perciò oltre alla tristemente rinomata Valsugana, notiamo che i problemi di sicurezza stradale sono un pò dappertutto nella nostra provincia.

Quanti tratti di strada sono particolarmente pericolosi e non vengono messi una volta per tutte in sicurezza? Non posso creare rettilinei dopo una strada di curve senza avere adeguate corsie, spazi di manovra e vie di fuga. Per creare una strada sicura non si deve solo progettare il tipo di manto stradale, l’inclinazione, le dimensioni, le vie di fuga, le protezioni laterali, la disposizione della segnaletica, disposizioni sulla velocità, e così via.

Nel caso sopra citato, dalle foto si notano molti aspetti importanti da considerare: in primis un muretto che separa la fine della carreggiata e l’inizio di un campo sottostante. Ricordo che i muretti sono rigidi e non assorbono un urto quanto possa fare invece dei nuovi sistemi in fase di collaudo come gli ETI ROLLER SYSTEM (ERS).

Avere un palo della segnaletica non protetto può essere molto pericoloso (pensate se un motociclista cade e ci andasse addosso): in questo caso deve essere posizionato dietro l’ERS. Nella foto inoltre si vede molto bene l’assenza totale di vie di fuga e zone di sosta.

Si può fare qualcosa? A mio parere si deve fare ben più di qualcosa perché molte strade in Trentino devono essere ammodernate e sistemate. Andrebbe stilato un piano generale pluriennale con delle priorità che potrebbero salvare delle vite e ridurre i danni materiali. L’applicazione di rilevatori di velocità potrebbero essere impopolari all’inizio ma poi si potrebbero osservare dei risultati positivi nella diminuzione della velocità rilevata negli incidenti. Resta il fatto che la maggior parte delle entrate ricavate dalle multe, quasi sempre stabili o in aumento, sarebbe da destinare proprio per migliorare le strade e perciò non si capisce l’immobilismo per i finanziamenti e gli interventi di riammodernamento più critici e urgenti.