Trentino Trasporti: i dipendenti si licenziano e i servizi ne risentono

Lo sciopero di venerdì scorso dei dipendenti del trasporto pubblico in Trentino ci impone alcune riflessioni. Non si conoscono ancora le ragioni che hanno portato a manifestare ma il disappunto e la contrarietà dei lavoratori sono un segnale di conflitto. Proprio oggi ho  letto che una delle denunce mosse dai lavoratori è la mancanza di personale sulle linee ferroviarie della Trentino Trasporti: delle 40 assunzioni di macchinisti e capotreni del 2014, già 15 se ne sono andati per passare ad aziende che offrono una retribuzione maggiore (circa 700 euro netti).
Ma analizziamo meglio com’è organizzato e gestito il trasporto pubblico in Trentino.

Esso è diviso in Trentino Trasporti S.p.A.,  la società di gestione del materiale rotabile e infrastrutture, in Trasporti Trasporti esercizio S.p.A., la società che gestisce l’esercizio e il personale viaggiante.
La Trentino Trasporti S.p.A. (TT) è nata dalla fusione nel 2002 tra Atesina e Ferrovia Trento-Malè ed è al 99,99% pubblica, partecipata dalla PAT e dal Comune di Trento. Nel 2009 la società ha concesso in affitto alla Trentino Trasporti esercizio S.p.A. (TTE) il trasporto pubblico e la ferrovia Trento-Malè. Entrambe le società hanno due consigli di amministrazione (Cda) e due collegi sindacali: il Cda di TT è composto da 5 persone, e da 3 nel collegio sindacale, mentre nel Cda di TTE ci sono 7 persone, 5 delle quali sono le stesse della TT.

Come è possibile che fino ad oggi sopravvivano alcuni doppi incarichi  nelle medesime 2 società con doppio Cda?

Sembrerebbe proprio così. In questo momento di timida ripresa economica con alcune crisi significative di personale (vedi ad esempio Marangoni) , non sarebbe il caso di accordare un aumento degli stipendi dei lavoratori e fondere le due società così da generare economie di scala e di gestione spendendo meno denaro pubblico per gestire due consigli di amministrazione?

Nel settembre 2017 la stampa riportava: “Polo dei trasporti sempre più vicino, manca poco alla fusione tra Aeroporto Caproni e Trentino Trasporti”. Veniva così spiegato che Ugo Rossi ha approvato la possibile fusione nel 2018 tra Aeroporto Caproni, Trentino Trasporti e Trentino Trasporti Esercizio.

In data 27 luglio 2018 la presidente del C.d.A. ha firmato l’atto di fusione per incorporazione di Trentino trasporti esercizio in Trentino trasporti, con effetti giuridici dal 1° agosto 2018.

A distanza di più di un mese dall’atto di fusione tra TT, TTE e altre entità, ci si domanda cosa sia cambiato e soprattutto come siano variate le indennità di carica? Il consiglio di amministrazione è diventato solo uno? I costi dei CdA sono diminuiti oppure sono aumentati nonostante la fusione?

(fonti:

www.ladige.it/news/cronaca/2018/09/14/poco-personale-treni-rischio-valsugana-dipendenti-fuga

http://www.ttesercizio.it/Amministrazione/87-Personale.aspx

http://www.ttspa.it/consiglio-di-amministrazione

Il M5S solo ad ascoltare i lavoratori della Marangoni

https://www.ildolomiti.it/cronaca/polo-dei-trasporti-sempre-piu-vicino-manca-poco-alla-fusione-tra-aeroporto-caproni-e

http://www.ttesercizio.it/Amministrazione/102-Atti_generali.aspx)

4 risposte a “Trentino Trasporti: i dipendenti si licenziano e i servizi ne risentono”

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