Il M5S unico faro per il Trentino tra i litigi egoistici dei partiti

Quanto viene riportato oggi dalle cronache locali non mi sorprende. Nei periodi non elettorali i partiti pascolano tranquilli, permettendosi di criticare il M5S usando dei luoghi comuni inventati e ormai fuori moda. Ci attaccano sulle regole, il codice etico, le restituzioni e il sistema operativo del Movimento (Rousseau). Però di rimborsi elettorali (quando li incassavano a palate), vitalizi, consulenze, poltrone e incarichi da spartirsi non ne parlano perchè, a parte non avere degli appigli, è troppo rischioso attirare l’attenzione su argomenti dove si rischia di cadere e farsi molto male. In pratica è lo scenario che dipinge l’articolo.

Questo dovrebbe essere il nuovo e il cambiamento che avanza nell’interesse dei trentini? Il voto di marzo ha ampiamente dimostrato una netta volontà di svolta storica per la nostra terra e non a favore delle segreterie dei partiti o dei singoli candidati che, in alcuni casi, da poco eletti in Parlamento, torneranno indietro. Un ricambio degno di un acquario in cui l’elettore trentino, una volta completato il primo giro, dovrebbe perdere la memoria e festosamente ritrovarsi di fronte a un nuovo giro sempre nella stessa boccia di cristallo. La maggior parte farà quindi come i pesci rossi? 

Sarebbe prudente non esprimere giudizi affrettati in quanto la politica locale ci ha abituato ad apparentamenti dell’ultimo minuto che sembravano impossibili e spesso con candidati impresentabili. Tutto questo relegando i programmi e i bisogni dei trentini all’ultimo posto delle priorità e svilendo quella specialità unica che ci offre l’autonomia per distinguerci dai giochi di potere dei palazzi romani di cui per tanti anni siamo stati spettatori passivi. I trentini si sarebbero attesi uno scatto di orgoglio e dignità della classe politica dopo la “magnadora” dei vitalizi. Una spinta unitaria, seppur separata nei consueti blocchi contrapposti, per ridare fiducia all’elettore e dimostrargli che non si tratta dell’ennesimo assalto alla diligenza da svuotare per 5 anni e poi abbandonare alla prossima scorribanda.  I trentini non sono così sprovveduti da non porsi dei leciti dubbi sulla tenuta anche solo formale di una coalizione che si candida a guidare il Trentino. Infatti l’elettore è ormai cosciente della situazione che si potrebbe creare i giorni successivi al voto: la coalizione perde pezzi grazie ai soliti voltagabbana e le maggioranze si rimescolano ricreando un nuovo soggetto politico non votato da nessuno ma pienamente nei suoi poteri e la cui espressione non sarà il programma presentato in campagna elettorale. 

Vogliamo vedere tutto questo nel prossimo futuro? Sarà il triste destino della nostra autonomia? Molto probabilmente sì, considerando soprattutto quanto è accaduto alla granitica maggioranza di centro sinistra autonomista che si è sgretolata nel giro di pochi giorni.

Quindi non mi sorprendo nel leggere che il M5S in Trentino potrebbe fare la differenza. Le solite critiche che ci vengono mosse sono ormai inflazionate ed è difficile predicare bene quando si è razzolato male per 5 anni, chiudendo la legislatura con il siparietto delle battaglie a tutti i costi per un posto al sole nelle coalizioni. Il M5S invece ha lavorato a lungo in silenzio ed umiltà con Filippo Degasperi, riconfermando tutte le regole del Movimento ma anche mostrando un’incontestabile coerenza e una condotta lineare per quanto riguarda la formazione della lista dei candidati che, di fatto, era già uscita agli inizi di agosto e che domani verrà presentata in via ufficiale. Il programma è già in fase di chiusura. I candidati sono già al lavoro sul territorio da settimane. Un solo simbolo, una sola lista e niente coalizioni. Questo non ci ha portato alla ribalta delle cronache locali che evidentemente si attivano solo per le puntate delle infinite telenovelas dei partiti. Anche questo non mi sorprende perchè rispecchia un certo degrado della società italiana in cui chi lavora ed opera con coerenza, tenacia e rettitudine non fa notizia come gli assetati di potere, gli scalatori sociali, gli intellettuali falliti o i ruffiani professionisti.

L’impegno del M5S per il Trentino in questa campagna elettorale sarà costante come lo è quello di tutti i trentini che ogni giorno lavorano e contribuiscono alla crescita, alla ricchezza, all’autonomia e alla libertà di questa nostra terra. Non perderemo tempo a litigare per i soldi, le poltrone e i poteri che non abbiamo e che non avremo se non tramite il voto democratico popolare. In questo modo marcheremo ancora una volta la differenza tra noi, la partitocrazia e la casta.  

http://www.ilnordestquotidiano.it/2018/08/31/elezioni-in-trentino-alto-adige-iniziano-le-beghe-nel-centro-destra-ma-non-va-meglio-a-sinistra/

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